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Visualizzazione dei post da settembre, 2022

Io, l'attentato alle Torri Gemelle e l’Eredità Emotiva

Settimana scorsa ho pubblicato  questo post .  Mentre lo scrivevo mi accorgevo che in realtà in me c’era un po’ di paura nei confronti dell’Islam, irrazionale e apparentemente immotivata, ma c’era.  Ovviamente guardando Skam 4 e leggendo il libro di Sumaya Abdul Qader mi veniva da pensare che per loro portare il velo è qualcosa di ornamentale e rappresentativo della loro cultura e di fatto tra il loro velo e i miei tre piercing che ho sulle orecchie non vi è alcuna differenza, se non che i miei piercing non rappresentano quello in cui credo (o forse in qualche modo sì?!) e il loro velo sì.  Io però se penso che il velo è un simbolo islamico, si raffigura sempre davanti a me l’immagine degli attentati. Delle torri gemelle in particolare e più debolmente quelli francesi più recenti. Perché? È venuto in aiuto, per capirmi meglio, il libro che sto leggendo: l’Eredità emotiva.  Nel libro vengono analizzati i traumi e le risonanze di essi sulle generaz...

Ouistreham- Tra due mondi: il film di Carrère e quello della mia vita

Due week-end fa, sabato pomeriggio, ho deciso di vedere questo film che avevo in lista da moltissimo tempo. Di solito infatti a casa preferisco vedere le serie e quindi raramente vedo film, anche se essendo una grande amante del cinema fatto bene ho sempre una lista di film da recuperare e quel sabato pomeriggio era arrivato il tempo di “Tra i due mondi”. Questo film, che è stato presentato al festival di Cannes 2022,  mi incuriosiva molto perché ha come regista e sceneggiatore Emanuel Carrére, autore di cui ho molto apprezzato Yoga e Limonov, dei quali vi ho parlato in questi due post (  libri letti nel mese di agosto  e due dei miei libri preferiti )  Carrère ha tratto la sceneggiatura dal racconto autobiografico "Il Quai de Ouistreham" scritto dalla giornalista Florence Aubenas  e  l'ha trasformato in un'opera di finzione che affronta temi di grande attualità: la disoccupazione, la crisi economica, l'assenza di servizi sociali adeguati, il preca...

Skam Italia

Ho già iniziato a parlarvi di questa serie in  questo post    dove però, come dico all’inizio del post, ho scelto di concentrarmi in particolare sulla quarta stagione perché data l’importanza della tematica ho deciso di dedicarle un post a parte. Oggi invece vi parlo della serie nel suo complesso.  Come già accennavo nell’altro post, ero un po’ scettica, lo ritenevo un contenuto da adolescenti e avendo già superato abbondantemente superato quella fascia di età non mi sembrava un contenuto adatto a me, nonostante ultimamente nella mia bolla di Instagram ne sentissi molto parlare a causa della recente uscita della 5ª stagione; poi però sabato 10 settembre è uscita la prima puntata della seconda stagione del Podcast TV THERAPY , uno dei miei podcast preferiti in assoluto, che era proprio dedicata a Skam. Incuriosita dagli argomenti sollevati da Alessia e Giorgia durante la puntata ho deciso di darle una possibilità. In particolare mi ha molto incuriosita il per...

Il mio stile e Profumologia di Sinister

Dalle note del mio telefono, 16 luglio 2022  “Il mio stile?  Ho passato metà della mia vita a cercare di andare bene e soprattutto a cercare di imitare qualcun altro che pensavo andasse bene più di me. Mi rendo conto di essere un po’ stanca.  Stanca e desiderosa di scoprire me stessa. Scoprire cosa mi piace, cosa mi sta davvero bene, fregarmene degli altri ed essere io. Capirci un po’ di più sulla moda. Capirci un po’ di più su di me e smetterla di lasciarmi condizionare dagli altri.”   Ho scritto queste righe qualche mese fa. L’altra sera invece ho fatto una scoperta vincente. Martedì 13 settembre sono andata alla presentazione di un libro “Profumologia” di Matilda Morri, in arte Sinister, che seguo su TikTok (e dall’altra sera anche su Instagram). Sono arrivata prima alla presentazione e così ho iniziato a prendere il libro e a leggerlo. In particolare nel libro c’è una sezione molto dettagliata dedicata agli stili a cui lei associa un profumo. Mi sono...

Skam Italia- 4ª stagione e “Quello che abbiamo in testa” di Sumaya Abdul Qader

Chi mi segue su Instagram lo sa, di recente mi sono vista interamente la serie Skam (di cui vi parlerò inseguito) e quando mi sono approcciata a questo contenuto ero molto scettica, poi però mi sono ricreduta e vi parlerò di questa serie per intero prossimamente, oggi invece mi concentrerò sulla 4ª stagione. In realtà non avevo previsto questa suddivisione, anzi avrei voluto parlavi subito in un unico post di tutta la serie, poi però ho iniziato a scrivere e mi sono accorta che avevo molto da dire sulla quarta stagione e che questa mia riflessione si sarebbe persa e avrebbe perso di valore trattandola insieme alla serie nel suo intero. Per questo, dato che il blog si chiama proprio più spazio perché io possa avere più spazio per scrivere degli argomenti che mi interessano senza essere vincolata a un numero preciso di caratteri, ho deciso di concedermelo questo spazio in più e di parlare per prima cosa della quarta stagione e poi in seguito della serie nel suo complesso.  Ho...

Due dei miei libri preferiti

Qualche settimana fa ho messo un box domande sul mio profilo Instagram dove chiedevo ai miei follower quali fossero le loro letture di agosto; tra i vari libri che sono usciti, ce ne erano due che sono tra i miei preferiti in assoluto: Yoga e Gli Effetti secondari dei sogni , ho deciso quindi di parlavene.  Yoga  di Emmanuel Carrére  Di Carrère e di quanto mi sia piaciuto Yoga ve ne avevo già accennato qui . Lo lessi l’estate scorsa al mare e mi è piaciuto veramente tanto, forse è uno dei libri migliori che io abbia mai letto.  Yoga è un libro di fan fiction dell’autore che tratta di diverse questioni: yoga e ritiri di meditazione, attentati di Parigi, campi profughi e salute mentale. L’autore ci porta con lui raccontandoci diversi episodi della sua vita e raccontandoci la sua personale esperienza. Carrère non ha bisogno di inventarsi nulla per quanto riguarda il contesto, perché la realtà con la sua imprevedibilità è già di per sé uno scenario narrativo...

Perché Be-real non mi piace e non mi farò mai un account su questo social

Ultimamente nella mia bolla sia su Instagram che su TikTok si parla tantissimo di questo nuovo social Be real, un social che si propone come realistico ovvero non permette di utilizzare filtri né foto presalvate, ma ti da la possibilità solo di scattare una foto da caricare (contemporaneamente con entrambe le telecamere del telefono) all’orario che decide l’app in modo tale da creare foto realistiche e non pre impostate.  Io capisco bene le motivazioni che hanno spinto questo social a nascere, una necessità di autenticità che spesso manca e il mio non vuole essere un giudizio né verso l’applicazione in sé né verso chi la utilizza, ma il mio punto di vista e i motivi per cui io personalmente ho deciso di non scaricarla.  Nonostante io apprezzi molto l’autenticità nella vita reale e sui social, francamente l’unica cosa bella che trovo di questo social è il filtro con le due fotocamere (peraltro già copiato da Instagram).  Per quanto mi riguarda, non è interessante...

Love Life

Domenica pomeriggio sono andata con la mia amica Chiara al cinema a vedere questo film.  Era uno dei titoli che mi incuriosiva dei film del festival di Venezia di quest’anno.  Love Life film giapponese del regista Kōji Fukada. Mi ha ricordato molto la concretezza delle ambientazioni di Ozu. Il film si apre con una situazione quotidiana insolita: Tazu, la protagonista, vuole a tutti i costi farsi accettare dal suocero che non vede di buon occhio la sua l’unione con il marito perché lei era già sposata con un figlio. La situazione viene però sconvolta da un fatto particolarmente drammatico che stravolgerà le vite dei protagonisti e le costringerà a fare i conti con il proprio vissuto e il proprio passato prima di sposarsi.  I protagonisti non si pongono in chiave di risposta e non è mostrato un quadro ideale con il quale fare i conti mostrano semplicemente il loro tentativo di stare di fronte alla drammaticità della vita. Questo mi ha ricordato molto anche i roman...

Fiction e Serie Tv che mi hanno resa la persona che sono: The Crown

L’altra sera ho fatto un sogno: ho sognato che tutto il cast della fiction di “Un medico in famiglia” veniva a casa mia (che nel sogno in realtà era la casa dei miei genitori) per una festa. Nel sogno ero felice e mi sentivo a casa nel vedere tutti quegli attori che hanno dato vita a una fiction che per me era casa. Non so cosa voglia dire questo sogno né perché io lo abbia sognato proprio adesso, in questo periodo della mia vita, quello che so è che per me “Un medico in famiglia” ha rappresentato tanto nella mia vita. Da qui è nata l’idea per una nuova rubrica sulle serie tv, vi racconterò (piano piano quando l’ispirazione chiamerà) di alcune serie tv che hanno contribuito a rendermi la persona che sono oggi. La prima di queste sarebbe dovuta essere appunto un Medico in famiglia. Perché è stata la prima anche nella mia vita, questa è la fiction da cui è iniziata tutta la mia passione per la serialità televisiva e in realtà il post su un medico in famiglia è quasi pronto da molt...

Ciao Elisabetta

Ciao Elisabetta,  Di sicuro nessuno ti ha mai chiamata così eh? Perché chi aveva il permesso di chiamarti per nome ti avrà chiamata Elisabeth.  Eppure per ricordarti ho deciso di bandire ogni formalismo e ogni distanza in questa Lettere per cui ti chiamo Elisabetta.  Mi sei sempre stata cara perché mi ricordavi tanto la mia cara nonna Elisabetta, nata anche lei nell’aprile del 1926, ma che, purtroppo, non è stata longeva quanto te ed è morta all’età che ha oggi tuo figlio,  re Carlo III.   Non l’ho quasi conosciuta, è morta che frequentavo l’ultimo anno di asilo e di lei mi ricordo solo l’affetto che ci legava.  Saperti a Buckingam Palace mi faceva pensare, affettivamente parlando, di averci ancora una nonna e oggi è come se avessi perso un pezzettino di lei.  Ti ho sempre ammirata, perché in me non è mai passata la fissazione per i re, le regine e le principesse che di solito passa con la fine dell’infanzia (tant’è che il mio nick name su ...

Libri Letti nel mese di agosto

Ecco a voi i libri che ho letto nel mese di agosto  Dance Dance Dance di Haruki Murakami  questo romanzo è a mio avviso fondamentale per cogliere a pieno l’opera di Murakami. Vi avevo già parlato di questo autore nel post del  mese scorso e  questo è il 5º libro e 4º romanzo che leggo di questo autore (il 5º era un saggio: “l’arte di correre”, bellissimo tra l’altro) e questo mi è parso in assoluto il più completo. È presente l’aspetto onirico, la componente sessuale onnipresente in tutti i romanzi dell’autore, il protagonista neutro e piatto che man mano che procede la storia acquista colore. È complicato descrivere questo romanzo perché ha al suo interno diverse componenti: thriller, onirica, erotica e introspettiva. Il protagonista di cui non viene mai svelato il nome (cosa non inusuale in Murakami) è un giornalista di Tokyo tormentato da un sogno ricorrente che si svolge in un albergo “The Dolphin Hotel” di Sapporo, dopo svariate ripetizioni del sogno, de...