Ho già iniziato a parlarvi di questa serie in questo post dove però, come dico all’inizio del post, ho scelto di concentrarmi in particolare sulla quarta stagione perché data l’importanza della tematica ho deciso di dedicarle un post a parte. Oggi invece vi parlo della serie nel suo complesso.
Come già accennavo nell’altro post, ero un po’ scettica, lo ritenevo un contenuto da adolescenti e avendo già superato abbondantemente superato quella fascia di età non mi sembrava un contenuto adatto a me, nonostante ultimamente nella mia bolla di Instagram ne sentissi molto parlare a causa della recente uscita della 5ª stagione; poi però sabato 10 settembre è uscita la prima puntata della seconda stagione del Podcast TV THERAPY, uno dei miei podcast preferiti in assoluto, che era proprio dedicata a Skam. Incuriosita dagli argomenti sollevati da Alessia e Giorgia durante la puntata ho deciso di darle una possibilità. In particolare mi ha molto incuriosita il personaggio di Eleonora, un’adolescente adultizzata e riconoscendo la Martina adolescente proprio in questa definizione ho deciso di partire dalla terza stagione.
La terza stagione di per sé, in realtà, mi ha molto delusa: secondo me valeva proprio la pena di approfondire l’aspetto adolescente adultizzata di Eleonora, invece viene solo parzialmente trattato e viene dato molto più spazio alla sua storia d’amore con Edoardo; insomma le premesse erano buone, il personaggio di Eleonora molto bello, ma questa stagione non aggiunge nulla rispetto al panorama classico delle serie TV italiane di basso contenuto. Ho deciso però di provare a vedere anche le altre stagioni per vedere se la situazione migliorava e in effetti nel complesso la serie mi è piaciuta molto.
La prima stagione è incentrata sulla figura di Eva, ma fa anche da apri pista a tutte le altre, presenta i personaggi principali (Eleonora, Sana, Federica, Silvia, Martino, Giovanni, Edoardo, Elia e Luca) e delinea quello che la serie in generale vuole fare: presentare gli adolescenti italiani in modo realistico. Mi è piaciuto moltissimo come è stata messa in scena con tutte le sfaccettature e le debolezze dei personaggi.
La seconda stagione invece è dedicata alla figura di Martino, che si rende conto di essere omosessuale e si innamora di Niccolò. La serie mostra bene come non sia facile scoprirsi omosessuali e quante paure ci siano nel rendersene conto, paure che quasi in nessun caso vengono poi riconfermate dalla realtà, ma che comunque generano insicurezza. L’omosessualità non è però l’unico argomento della stagione, si parla infatti anche di disturbi mentali in quanto Niccolò è affetto da disturbo della personalità Borderline. Questa informazione che inizialmente è spiazzante per Martino, viene però poi gestita dalla serie molto bene destigmatizzando la malattia mentale.
Nella quinta stagione (della terza ve ne ho parlato sopra e della quarta qui) invece si affronta un tema inedito almeno per il pubblico italiano: quello del “micropene” e del disagio maschile nei confronti di questo argomento. Elia, il protagonista è infatti affetto da Ipoplasia penina, il che lo spinge a evitare ripetutamente i rapporti con le ragazze rompendoli sul nascere. In questa stagione il ragazzo troverà il coraggio di confidarsi con i suoi amici su questo argomento facendo crollare un tabù che molti maschi sentono come limite e facendo vedere le difficoltà e le insicurezze che un maschio può provare durante un rapporto sessuale. Tuttavia questo non è l’unico tema interessante trattato in questa stagione, si parlerà anche di “Dickpic” tirando anche fuori la tematica del consenso dell’altra persona a ricevere un certo tipo di immagini oppure no e quella della molestia e manipolazione sessuale da parte di un adulto che coinvolge due ragazze che apparentemente sembravano consenzienti al rapporto.
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