Ciao Elisabetta,
Di sicuro nessuno ti ha mai chiamata così eh? Perché chi aveva il permesso di chiamarti per nome ti avrà chiamata Elisabeth.
Eppure per ricordarti ho deciso di bandire ogni formalismo e ogni distanza in questa Lettere per cui ti chiamo Elisabetta.
Mi sei sempre stata cara perché mi ricordavi tanto la mia cara nonna Elisabetta, nata anche lei nell’aprile del 1926, ma che, purtroppo, non è stata longeva quanto te ed è morta all’età che ha oggi tuo figlio, re Carlo III.
Non l’ho quasi conosciuta, è morta che frequentavo l’ultimo anno di asilo e di lei mi ricordo solo l’affetto che ci legava. Saperti a Buckingam Palace mi faceva pensare, affettivamente parlando, di averci ancora una nonna e oggi è come se avessi perso un pezzettino di lei.
Ti ho sempre ammirata, perché in me non è mai passata la fissazione per i re, le regine e le principesse che di solito passa con la fine dell’infanzia (tant’è che il mio nick name su Instagram è Queen_titti e chiamo amichevolmente casa a mia Queen’s house) e tu eri (sei) vera, l’unica che è riuscita a realizzare il sogno di tutte le bambine del mondo (anche se tu forse per la tua vita avresti preferito altro).
Ho conosciuto bene la tua storia attraverso la serie Netflix The Crown e ho imparato a familiarizzare con la tua vita, le difficoltà dell’essere regina e dello shock di diventarlo… eh sì perché appunto ogni bambina sogna di diventare regina, ma nessuno spiega realmente che per diventarlo devi perdere un genitore, così è successo a te con la morte del tuo amato padre e oggi accade a tuo figlio.
La tua è una figura simbolica e hai dovuto combattere a lungo contro tante parti di te e degli altri per mantenerla tale, chissà chi eri veramente, chissà cosa provavi nel tuo intimo e chi ti ha conosciuta nella tua totale autenticità, forse Filippo, tua sorella Margaret? Non ci è dato saperlo.
Eri simbolo e forza di lealtà e unità non solo per il tuo popolo, ma per il mondo intero che ti amava e oggi piange la tua morte.
Hai seminato tanto e sei riuscita sempre a farti amare e ammirare anche nei momenti più difficili tenendo in piedi un’istituzione che per molti oggi è da rottamare. Tuo figlio riuscirà a fare altrettanto? Come diceva Manzoni di Napoleone, “Ai posteri larga sententia”.
(Non so perché, e non so nemmeno se sia vero ma mi piace crederlo) Sento che da oggi ho un angelo in più che mi guarda dal paradiso. Quello che è certo è che tu resterai nel mio cuore per sempre.
Riposa in pace e grazie di tutto
Per sempre tua
Martina

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