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La donna perfetta

L’altra sera io e la mia amica Chiara siamo andate al cinema a vedere “Don’t worry darling” un film molto particolare che mi ha fatto molto riflettere. Prima di parlavi di questo film volevo però parlarvi di due contenuti che questo film mi ha ricordato e che ne hanno influenzato la visione. Il primo di questi è la donna perfetta.  La donna perfetta è un film del 2004, ricordo che lo avevo visto al cinema di S. Margherita Ligure con mia mamma sul finire dell’estate. Una celebre conduttrice televisiva cade in un potente esaurimento nervoso inseguito al quale il marito decide di portarla nella cittadina di Stepford, in Connetticat, posto meraviglioso dove tutto tende alla perfezione e segue ritmi ben precisi, ma ben presto alcune cose inizieranno a non tornare.  L’ideale di perfezione inizia a essere stretto alla protagonista che inizierà ad indagare sul perché alcune donne appaiano così apatiche quasi fossero delle Barbie.  Lo snodo fondamentale del film è il c...

Gli autori visti con i miei occhi: Amélie Nothomb e l'Autofiction

Gli autori visti con i miei occhi  è una rubrica di questo blog in cui vi parlo (saltuariamente quando arriva l’ispirazione) di autori che amo e dei loro libri, delle loro trame e di cosa ho provato leggendoli. Per farveli conoscere come li ho conosciuti io, secondo il mio indiscutibile e personalissimo, punto di vista.  Amélie Nothomb è una delle autrici contemporanee che preferisco, ha una produzione vastissima a oggi conta ben 31 libri pubblicati, più una serie di manoscritti inediti. L’autrice infatti è dotata di una disciplina encomiabile, scrive tutti i giorni dalle 4 del mattino alle 8 e pubblica uno di questi libri scritti ogni anno, ma a sua detta ce ne sono alcuni che non pubblicherà mai e che rimaranno solo per sé. Data la quantità dei romanzi che ha scritto e il fatto che io abbia letto tutti quelli che ha pubblicato, ho deciso di parlavi di questa autrice in due post distinti. [NB. Anche Bianca Pitzorno ha scritto un’infinità di romanzi, ma nel post a lei dedicato...

Io, l'attentato alle Torri Gemelle e l’Eredità Emotiva

Settimana scorsa ho pubblicato  questo post .  Mentre lo scrivevo mi accorgevo che in realtà in me c’era un po’ di paura nei confronti dell’Islam, irrazionale e apparentemente immotivata, ma c’era.  Ovviamente guardando Skam 4 e leggendo il libro di Sumaya Abdul Qader mi veniva da pensare che per loro portare il velo è qualcosa di ornamentale e rappresentativo della loro cultura e di fatto tra il loro velo e i miei tre piercing che ho sulle orecchie non vi è alcuna differenza, se non che i miei piercing non rappresentano quello in cui credo (o forse in qualche modo sì?!) e il loro velo sì.  Io però se penso che il velo è un simbolo islamico, si raffigura sempre davanti a me l’immagine degli attentati. Delle torri gemelle in particolare e più debolmente quelli francesi più recenti. Perché? È venuto in aiuto, per capirmi meglio, il libro che sto leggendo: l’Eredità emotiva.  Nel libro vengono analizzati i traumi e le risonanze di essi sulle generaz...

Ouistreham- Tra due mondi: il film di Carrère e quello della mia vita

Due week-end fa, sabato pomeriggio, ho deciso di vedere questo film che avevo in lista da moltissimo tempo. Di solito infatti a casa preferisco vedere le serie e quindi raramente vedo film, anche se essendo una grande amante del cinema fatto bene ho sempre una lista di film da recuperare e quel sabato pomeriggio era arrivato il tempo di “Tra i due mondi”. Questo film, che è stato presentato al festival di Cannes 2022,  mi incuriosiva molto perché ha come regista e sceneggiatore Emanuel Carrére, autore di cui ho molto apprezzato Yoga e Limonov, dei quali vi ho parlato in questi due post (  libri letti nel mese di agosto  e due dei miei libri preferiti )  Carrère ha tratto la sceneggiatura dal racconto autobiografico "Il Quai de Ouistreham" scritto dalla giornalista Florence Aubenas  e  l'ha trasformato in un'opera di finzione che affronta temi di grande attualità: la disoccupazione, la crisi economica, l'assenza di servizi sociali adeguati, il preca...

Skam Italia

Ho già iniziato a parlarvi di questa serie in  questo post    dove però, come dico all’inizio del post, ho scelto di concentrarmi in particolare sulla quarta stagione perché data l’importanza della tematica ho deciso di dedicarle un post a parte. Oggi invece vi parlo della serie nel suo complesso.  Come già accennavo nell’altro post, ero un po’ scettica, lo ritenevo un contenuto da adolescenti e avendo già superato abbondantemente superato quella fascia di età non mi sembrava un contenuto adatto a me, nonostante ultimamente nella mia bolla di Instagram ne sentissi molto parlare a causa della recente uscita della 5ª stagione; poi però sabato 10 settembre è uscita la prima puntata della seconda stagione del Podcast TV THERAPY , uno dei miei podcast preferiti in assoluto, che era proprio dedicata a Skam. Incuriosita dagli argomenti sollevati da Alessia e Giorgia durante la puntata ho deciso di darle una possibilità. In particolare mi ha molto incuriosita il per...

Il mio stile e Profumologia di Sinister

Dalle note del mio telefono, 16 luglio 2022  “Il mio stile?  Ho passato metà della mia vita a cercare di andare bene e soprattutto a cercare di imitare qualcun altro che pensavo andasse bene più di me. Mi rendo conto di essere un po’ stanca.  Stanca e desiderosa di scoprire me stessa. Scoprire cosa mi piace, cosa mi sta davvero bene, fregarmene degli altri ed essere io. Capirci un po’ di più sulla moda. Capirci un po’ di più su di me e smetterla di lasciarmi condizionare dagli altri.”   Ho scritto queste righe qualche mese fa. L’altra sera invece ho fatto una scoperta vincente. Martedì 13 settembre sono andata alla presentazione di un libro “Profumologia” di Matilda Morri, in arte Sinister, che seguo su TikTok (e dall’altra sera anche su Instagram). Sono arrivata prima alla presentazione e così ho iniziato a prendere il libro e a leggerlo. In particolare nel libro c’è una sezione molto dettagliata dedicata agli stili a cui lei associa un profumo. Mi sono...

Skam Italia- 4ª stagione e “Quello che abbiamo in testa” di Sumaya Abdul Qader

Chi mi segue su Instagram lo sa, di recente mi sono vista interamente la serie Skam (di cui vi parlerò inseguito) e quando mi sono approcciata a questo contenuto ero molto scettica, poi però mi sono ricreduta e vi parlerò di questa serie per intero prossimamente, oggi invece mi concentrerò sulla 4ª stagione. In realtà non avevo previsto questa suddivisione, anzi avrei voluto parlavi subito in un unico post di tutta la serie, poi però ho iniziato a scrivere e mi sono accorta che avevo molto da dire sulla quarta stagione e che questa mia riflessione si sarebbe persa e avrebbe perso di valore trattandola insieme alla serie nel suo intero. Per questo, dato che il blog si chiama proprio più spazio perché io possa avere più spazio per scrivere degli argomenti che mi interessano senza essere vincolata a un numero preciso di caratteri, ho deciso di concedermelo questo spazio in più e di parlare per prima cosa della quarta stagione e poi in seguito della serie nel suo complesso.  Ho...