Ci sono tanti momenti drammatici che costituiscono la narrazione di una tragedia . Quando sono tornata a casa da scuola e ho visto l’ambulanza. Quando mentre mi avvicinavo all’ambulanza mi hanno fermata e mi hanno detto che stavano soccorre te, mia mamma, e di non avvicinarmi. Quando ho dovuto chiamare mio padre e dirgli quello che stava succedendo e che io stessa non stavo capendo. Quando una mia vicina di casa inavvertitamente mi ha detto che eri caduta dal balcone non sapendo che ancora non ne ero a conoscenza. Quando sono salita a casa di una mia amica ignara di quello che sarebbe successo con il cuore nello stomaco. Quando il pomeriggio correva e io ancora non sapevo dare un nome a cosa stava succedendo, ma in cuor mio già sapevo. Quando è arrivato mio padre a prendermi, ci siamo seduti sul divano e ha detto “la mamma non c’è più”. Quando sono venuta a vederti in obitorio. Quando mi è stato detto com’eri morta. Quando, dopo il funerale, la tua bara è scesa giù nel terreno. E ...
Scrivo questo post perché ho visto su Ig molti lamentarsi di una scarsità di contribuiti in relazione alla giornata di ieri. Io nella mia bolla contenuti ne ho visti eccome. Però nella stessa bolla ho visto anche tante persone che lamentavano un vuoto di contenuti. Non lo so, la bolla è strana. Ma il vuoto che molti hanno notato io lo spiegherei così: non si può non condividere i contenuti sulla shoah e non pensare a quello che sta accadendo proprio ora a Gaza. Molti infatti nella mia bolla hanno parlato del fatto che gli sembrasse “inappropriato” postare contenuti per la giornata della memoria proprio mentre si sta compiendo a Gaza il massacro. Io, come ho scritto ad alcuni di loro, amplierei ancora di più lo sguardo: gli avvenimenti di Gaza sono diretti figli della Shoah e di quel antisemitismo che ha caratterizzato l’Europa per molti secoli. Da qualche anno seguo dei profili di donne israeliane (perché in generale mi affascina su IG seguire p...