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Wanna

Mi sorprende come i post di questo blog alla fine si scrivano da soli. Ne ho due in mente da tantissimo tempo che si stanno sviluppando man mano, ma alla fine accade sempre qualcosa che mi colpisce e che mi spinge a scrivere di altro. Io questa corrente decido sempre di seguirla perché alla fine il senso di questo blog è proprio questo: ho deciso di aprirlo perché avevo delle idee e ho deciso di scriverle in un posto che mi garantisse più spazio rispetto a Instagram e Twitter (come spiego qui). Non so dove mi conducano e dove mi portino e forse nemmeno mi interessa, per ora mi sto godendo il viaggio.  





Wanna mi è capitata sotto gli occhi il giorno dopo che ho scritto questo post dove vi parlavo dell’11 settembre 2001 e delle conseguenze che questo ha comportato. Mentre lo scrivevo infatti mi è venuta in mente una domanda che all’epoca feci a mia mamma “perché gli americani sono andati in Afghanistan a cercare Bin Laden e invece le persone truffate da Wanna Marchi non possono andare in Brasile a cercare mago Don Ascimiento?” Eh già perché le notizie di quell’epoca, del settembre/ottobre 2001, erano incentrate proprio su questi due argomenti Wanna Marchi e l’attentato alle Torri Gemelle.

A otto anni ovviamente non capivo che si ponevano su due piani diversi. 

La serie fa una ricostruzione fedele degli avvenimenti; ricordo le puntate di “Striscia la Notizia” che sono state fatte vedere perché all’epoca uno dei rituali che avevo con la mia mamma dopo cena (mio papà insegnava alle scuole serali per cui tornava a casa tardi la sera)  era quello di metterci sul divano con le liquirizie/ patatine o ciliegie se era estate e guardare Striscia la notizia. 

[Fun Facts: circa 5/6 anni dopo quello che racconto ho avuto una reazione allergica alle ciliegie e dall’ora, purtroppo non posso più mangiarle, ma prima mi piacevano moltissimo]. 

Della serie mi hanno colpito in particolare alcuni punti tossici che saltano subito all’occhio: 

  1. La sua tecnica di vendita,  sin dagli arbori della sua carriera, era quello di sminuire l’altro facendogli nascere complessi per poi offrirgli la soluzione ai suoi problemi: Wanna Marchi viene scoperta proprio per questo suo modo di fare. Nel paesino dove lavorava e faceva l’estetista era diventata una “star” proprio per il suo modo di criticare le persone per le loro “inadeguatezze” e fornire loro una cura. Questo è un modo di fare estremamente tossico e nocivo che  viene utilizzato da moltissime persone: fare sentire le persone inadeguate e quindi poter così approfittare delle fragilità altrui. Lo usano anche molte estetiste, commesse o più in generale persone che vogliono convincerti a comprare qualcosa, facendoti credere di avere loro la soluzione a tutti i tuoi problemi. Vi ricorda qualcosa? A me onestamente ricorda molto i meccanismi del Network Markentig di cui vi ho parlato in questo post. Questo meccanismo non ha mai avuto presa su di me, infatti tendo sempre d’istinto ad allontanarmi da chi mi tratta male o vuole farmi credere di valere poco, per trarne lui/lei vantaggio, ma l’ho sempre trovato molto fastidioso.  Come il Network Markenting il meccanismo è lo stesso: puntare sulle debolezze degli altri accrescendo le loro insicurezze e fornendogli una soluzione, qualcosa in cui credere. Peccato che sia tutto finto. Nessuno può venderti la felicità. 
  2. Wanna Marchi, nella docuserie continua a dire che tutto quello che le è successo l’ha fortificata e questo mi ha ricordato questo episodio del podcast TV Therapy dove la psicoterapeuta Alessia Romanazzi (@iononmistresso) spiega che capacità di trasformare qualcosa di negativo in positivo sia in realtà una dinamica patologica. Infatti la serie di cui parlava Romanazzi era The Dropout, di cui vi ho parlato qui, e le dinamiche (seppur in contesti diversi) sono esattamente le stesse.
  3. Stefania Nobili (figlia di Wanna Marchi) ripete  più volte che le persone si sono fatte truffare perché volevano essere truffate, perché ognuno è responsabile di sé. Peccato che le persone truffate in quel momento non si sentissero così: al contrario si sentivano di non avere altra scelta.. questo meccanismo mette la persona truffata e quella che truffa su due piani di potere diverso che Wanna Marchi e Stefania Nobili sembrano però non cogliere. 
  4. Wanna Marchi interrogata dal giornalista risponde mescolando la truffa confondendola con il lavoro che il giornalista stava svolgendo, ma è davvero così? Che cos’è una truffa? Qual è la differenza tra truffa e lavoro? Truffa= Reato ai danni del patrimonio altrui eseguito mediante falsificazioni o raggiri, allo scopo di trarne profitto. La differenza sta se quello che stai facendo è un vantaggio per una delle parti o per entrambe e se i termini sono validi fin da principio. Per cui sì sono cose molto diverse, ma significativo che Marchi non se ne rendano conto. 
  5. Rapporto malato e morboso madre figlia: Wanna Marchi e Stefania Nobili formano un duo inseparabile. Che mi ha ricordato molto le dinamiche descritte nel podcast Indagini riguardo al rapporto tra Rosa e Olindo in questa puntata. Le due trovano nel loro rapporto conforto reciproco che alimenta le loro capacità disfunzionali. Mi sono chiesta, ma senza ottenere per ora una risposta, se sia stata dovuta proprio a questo la decisione di separarle in carcere a un certo punto della loro detenzione. 

In generale è una serie che consiglio perché fa molto riflettere sulle tematiche tossiche che vi ho elencato e sulle dinamiche televisive del ventennio ‘80/‘00. La trovate su Netflix.

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