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I may distroy you

È una serie molto particolare che ho scoperto grazie al podcast TV Therapy ormai conosciutissimo da chi legge questo blog. 





La serie è ambientata a Londra, con qualche piccolo sprazzo di Roma, città dove la protagonista si trovava in vacanza prima dei fatti narrati. 

La protagonista, Arabella, giovane scrittrice è alle prese con il suo secondo romanzo, ma non sembra trovare l’ispirazione. Infatti nell’ultimo periodo ha dovuto affrontare alcuni momenti molto difficili dovuti a uno stupro che ha subito. Cercherà di non pensarci e di andare avanti con la sua quotidianità, ma il trauma subito continuerà a perseguitarla dovrà quindi iniziare a fare i conti con quello che le è successo, in quella occasione e nei momenti bui della sua vita che sembra aver rimosso, per riuscire poi a far ripartire l’ingranaggio della sua vita che sembrava ormai distrutto proprio su questo ultimo punto si sviluppa tutta la serie. 

Arabella nella serie non è mai sola, è sostenuta dai suoi amici che alimentano e ramificano il quadro narrativo arricchendolo e fornendo una dimensione più complessa e precisa delle varie dinamiche. 

Terry e Kwame, che sono la sua seconda famiglia. Terry, sua amica dai tempi della scuola, è un’attrice esordiente, la loro amicizia viene mostrata in tutte le sue sfaccettature, dalla tossicità del rapporto  le univa nel periodo adolescenziale, all’amicizia funzionale del presente. Kwame, amico omosessuale, che fa un uso compulsivo di Grinderr (app di incontri omosessuali) affronta numerose difficoltà tra cui anche uno stupro da parte di un partner conosciuto su un app di incontri, questo avvenimento gli farà rivalutare anche la sua sessualità. Ben, il coinquilino di Arabella, che si prende cura di lei nei momenti peggiori. Thodora, ex compagna di liceo, con una storia complicata e che durante le superiori veniva emarginata da Terry e Arabella, ma che nel presente ha fondato un gruppo di mutuo aiuto per le donne vittime di violenza, la sua compagnia e il frequentare il gruppo sarà preziosissimo per Arabella. 

https://drive.google.com/uc?export=view&id=1zF_liU-PGIYVXU-AiwrmKQGsHhm16bs7


Mi ha colpito molto la dinamica psicologica della serie e anche il fatto che nel mentre vengano trattati anche temi collaterali molto importanti: l’omosessualità non trattata, come spesso accade, solo per mettere un adesivo di inclusività in un contesto che non ha nulla a che fare con il tema, ma nella sua complessità, il rischio di stupro anche in una coppia omosessuale e la difficoltà maggiore in questo secondo caso a fare denuncia (non che nel caso di una donna sia semplice, anzi anche nel caso di Arabella viene mostrata tutta la difficoltà è la durata della procedura), la black colture e il risentimento delle persone nere nei confronti dei bianchi per i crimini del passato e come viene visto l’attivismo contro il cambiamento climatico e il veganismo dalla parte della black culture. Sono tutti temi immensamente interessanti che mi hanno fatto molto riflettere, la serie non fornisce risposte, ma aiuta a porsi molte domande. Ve la consiglio molto. La trovate su Now tv. 

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