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Riepilogo serie tv che ho visto nel mese di Agosto+4 di cui non vi ho ancora parlato

Il mese di Agosto è ormai concluso, in questo mese ho visto diverse serie, di alcune delle quali vi ho già parlato ampiamente in post dedicati, di altre invece non vi ho ancora parlato. Vi lascio qui un riepilogo dettagliato delle serie in questione. Buona lettura :) 

Iniziamo dalle serie di cui vi ho già parlato: 


The Dropout 



Ve ne ho parlato qui.


On Becoming God in Central Florida 


Ve ne ho parlato qui.


L’Assistente di Volo 



Ve ne ho parlato qui.


E ora quelle inedite per questo blog:


Only Murders in the building 



Tre appassionati di podcast true crime che vivono nello stesso condominio a New York decidono di ideare un loro podcast true crime quando un omicidio avviene nel loro edificio.
 

È una serie molto appassionante, tranquilla e al tempo stesso profonda. Nel mentre si indaga sul crimine ogni personaggio è costretto a fare i conti con il proprio vissuto e le proprie luci e ombre. Il lato straordinario di questa serie è il riuscire a mantenere un’atmosfera comedy nonostante si trattino tematiche drammatiche e la trama sia quella di un thriller. Davvero una delle serie migliori che io abbia visto quest’anno. 

La trovate su Disney +


Non ho mai… 



Racconta la storia di un’adolescente americana di origini indiane, che deve fare i conti con le sue ferite e le imposizioni della sua cultura. Questo mese ho recuperato la terza stagione della serie appena uscita su Netflix, ma la serie è presente sulla piattaforma già da qualche anno. È una serie tranquilla, comedy, che non punta particolarmente in alto, ma una buona occasione per rilassarsi. (Nello specifico io l’ho utilizzata per addomentarmi)
 

La trovate su Netflix 


Ugly Betty 



È una serie dei primi anni 2000. La davano su Italia 1 nella mia prima adolescenza, infatti avevo già visto qualche puntata. Trovandola su Disney + ho deciso quindi di recuperarla ed è stata una piacevole sorpresa. Le tematiche affrontate sono tutt’altro che scontate. Ricorda a grandi linee le trame de “Il diavolo veste Prada” e “I love Shopping”.

Betty una ragazza di origini messicane e con pochi interessi per la moda fa un colloquio per la rivista Mode, nonostante sia evidente, in particolare dal suo aspetto estetico ma non solo, che della moda le interessi ben poco, nella speranza di entrare nel circuito editoriale per poi ambire a ruoli più prestigiosi. Viene assunta per cercare di limitare la sfrenata dipendenza sessuale del direttore editoriale della rivista, Daniel. Betty nonostante le resistenze iniziali si rivelerà un’ottima assistente capace di tirare fuori il meglio da Daniel e da tutti i dipendenti della rivista. L’ambito lavorativo si affianca a quello famigliare di Betty che vive con il padre, la sorella e il figlio di quest’ultima. Ci sono molti tratti tipici di una telenovela sudamericana.

Ho finito ieri la prima stagione è sicuramente proseguirò a vedere le successive.

La trovate su Disney+. 



Homeland 


I miei follower di Instagram lo sapranno, ho iniziato questa serie dopo aver visto le prime tre che vi ho elencato sopra e che mi avevano piacevolmente stupita per cui cercavo una serie all’altezza delle mie aspettative. Ho fatto diversi tentativi con altre serie e poi mi sono ricordata di questa serie di cui mi aveva parlato la mia amica Camilla un paio di anni fa, segnalandomela come una serire che era stata per lei decisiva. Ho iniziato a guardarla e non ne sono rimasta delusa.
 

È una serie del 2011. Racconta del lavoro della CIA e del loro ruolo nel tentativo di combattere gli attentati terroristici, in particolare seguendo il lavoro di Carrie, una delle agenti. 

Sono a metà della prima stagione (su otto) per cui è presto per emettere un giudizio completo a riguardo. Per ora però ho trovato molto interessante come vengono descritte le dinamiche degli attentati, come la serie prova a far immedesimare gli spettatori in ciascun personaggio e a far comprendere la realtà e il vissuto (anche degli attentatori) nel loro complesso. Inoltre sensibilizza anche sulla tematica della salute mentale e dell’immativato stigma sociale che queste comportano (il che contribuisce ad ostacolare per altro la guarigione e a peggiorare il disturbo) 

La trovate su Disney + 

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