Vi ho già parlato di questa serie e di quanto sia significativa per me in questo post. All’epoca era appena morta la Regina e non era ancora uscita la 5 stagione (che è infatti uscita a Novembre 2022). Scrivo questo post subito dopo la visione, ma per ragioni di pubblicazione lo vedete che ormai è trascorso un po’ di tempo.
La serie racconta le vicende della famiglia reale negli anni ‘90. Anni molto burrascosi per la famiglia reale segnati in modo particolare dal disarmo della nave reale e dal divorzio di Carlo e Diana.
All’inizio della serie di vede un’Elisabetta appesantita: dal peso del suo ruolo, dalla vecchiaia che incombe e dai rapporti matrimoniali sempre più in crisi dei figli e della sorella.
Nel corso della stagione Elisabetta dovrà scontrarsi e riscontrarsi più volte con la sua posizione, il suo ruolo che tende sempre più a essere messo in discussione dal popolo e dal figlio.
Si nota bene in più punti infatti l’insofferenza di Carlo per il suo ruolo che non gli permette mai di staccarsi dal ruolo della madre e di prendere la posizione che vorrebbe.
Nel mentre Diana si prende la scena e continua intervista dopo intervista a cercare di abbattere la famiglia reale.
Ho apprezzato in particolare il fatto che non venga portata avanti la solita retorica che vede Diana come vittima della famiglia reale, ma che si porti avanti invece una visione più complessa, nella quale viene messa in luce anche la difficoltà della famiglia reale, di Elisabetta, di William e di Carlo, nel vedere Diana esternare le sue sofferenze, mentre dall’altra parte per senso del decoro si cerca di mantenere riservata la situazione e non mettere nessuno in cattiva luce. I vari passaggi dalla separazione informale a quella formale e poi al divorzio sono messi chiaramente in luce con tutte le loro complessità.
Anche il disarmo della flotta reale è un duro colpo per Elisabetta che dall’inizio della stagione cerca in tutti i modi di preservare la nave che confessa essere in assoluto il suo possedimento preferito, più che la tenuta a Balmoral. Tenterà in tutti i modi di mediare con il governo inglese, sottolineando il fatto di essersi sempre dimostrata fedele e collaborativa nei confronti della nazione, ma con la salita al potere del leader laburista Tony Blair, dovrà arrendersi all’evidenza che mantenere l’imbarcazione sarebbe stato impossibile, così a malincuore acconsente al disarmo.
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