Fiction e serie tv che mi hanno resa la persona che sono: Un medico in famiglia
Qualche sera fa ho fatto un sogno: ho sognato che tutto il cast della fiction di “Un medico in famiglia” veniva a casa mia (che nel sogno in realtà era la casa dei miei genitori) per una festa. Nel sogno ero felice e mi sentivo a casa nel vedere tutti quegli attori che hanno dato vita a una fiction che per me era casa. Non so cosa voglia dire questo sogno né perché io lo abbia sognato proprio adesso, in questo periodo della mia vita, quello che so è che per me “Un medico in famiglia” ha rappresentato tanto nella mia vita. Da qui è nata l’idea per una nuova rubrica sulle serie tv, vi racconterò (piano piano quando l’ispirazione chiamerà) di alcune serie tv che hanno contribuito a rendermi la persona che sono oggi. La prima di queste è senza dubbio: Un medico in famiglia. Questo però non è il primo post di questa rubrica che ho scritto, bensì il secondo, perché benché questo post fosse praticamente pronto, il 9 settembre è morta la Regina Elisabetta e quindi ho deciso di dedicare la “prima puntata” di questa rubrica a the Crown
Ho iniziato a vederlo con mia mamma che ero piccolissima, avevo 6 anni quando andò in onda per la prima volta e da allora ho fatto tantissimi re-Watching dovuti alle repliche in televisione e da ultimo durante l’ultima fase del lockdown 2020 deciso di rivederlo tutto (anche più di una volta) e di recuperare anche le serie, dalla 7 alla 10 che non avevo mai visto.
Puntata dopo puntata e serie dopo serie la famiglia Martini è diventata anche la mia famiglia, tanto da piangere a dirotto per tutta la 3ª stagione per la lontananza di Lele e gioire nel rivederlo nell’ultima puntata della 4ª e ripiangere a dirotto nella 6ª quando i figli giustamente facevano notare a Lele il fatto di essere stato un padre assente.
La serie ha coperto le varie fasi della mia crescita, se appunto quando è uscita la prima stagione avevo 6 anni, quando è uscita la 3ª ne avevo 11 e via via le stagioni hanno caratterizzato gran parte delle serate che trascorrevo sul divano in compagnia della mia mamma negli anni della mia crescita.
Un medico in famiglia è una serie inizialmente nata come un remake della serie spagnola “medico de familia” che per varie esigenze tra cui quella dell’assenza degli attori protagonisti per varie stagioni nella versione italiana si è poi evoluta in maniera autonoma superando sia in termini di successo che in termini di stagioni l’originale spagnola.
Lele Martini è padre di tre figli (Maria, Ciccio e Annuccia) vedovo che da Roma si trasferisce nell’immaginario quartiere periferico di Poggio Fiorito, vicino ai suoceri, con i figli e il padre Nonno Libero.
Altri personaggi molto importanti per la serie fin dalle prime puntate sono Giulio, amico d’infanzia di Lele, Cettina, eccentrica governante della casa e Alberto, figlio della sorella di Lele, che inseguito alla burrascosa separazione dei genitori decide di trasferirsi a vivere dallo zio. Ad eccezione di queste particolarità appena descrive l’intento della serie è quello di descrivere le dinamiche di una famiglia come tante alle prese con le piccole vicessitudini di ogni giorno e riesce molto bene. La famiglia Martini è una famiglia dove il dialogo è sempre al primo posto e i vari membri della famiglia si trovano molto bene tra di loro.
Andiamo adesso nello specifico a vedere i personaggi principali che hanno lasciato un segno nella mia vita.
Nonno Libero
, interpretato dal mitico Lino Banfi, che dopo tanti anni passati a recitare in film comici, si reinventa in questo nuovo personaggio diventando il nonno di tutti gli italiani, è un pensionato nonno tutto fare che si fa in quattro (a volte anche in cinque 😜) per i suoi nipoti. È il cardine della famiglia Martini.
Lele,
interpretato da Giulio Scarpati, è il personaggioa cui mi sono legata di più in assoluto, il padre ideale che però per ragioni di fiction e personali dall’attore (che per non volere essere identificato al personaggio e bruciarsi in questo modo la carriera di attore, vicenda comune purtroppo a molti attori in Italia, si è assentato per molte stagioni) finisce per essere alle volte anche un padre problematico per la sua assenza il che però al tempo stesso contribuisce ad idealizzarne la figura sia da parte dei figli nella fiction che di conseguenza dal pubblico. Almeno uno dei miei re Watch su RaiPlay è stato infatti esclusivo degli episodi in cui era presente Lele. Padre comprensivo e aperto al dialogo, quando è presente da un’idea di protezione, che a detta di Margot Sikabonji (attrice che interpreta Maria) era anche l’atmosfera che si percepiva sul cast quando Giulio Scarpati era presente è ancora oggi sia Margot e Eleonora Cadeddu (attrice che interpreta Annuccia) lo definiscono come un secondo padre.
Alice interpretata da Claudia Pandolfi, è presente soltanto nelle prime due stagioni. Si tratta della sorella di Elena, defunta moglie di Lele. Lele e Alice sono molto legati e Alice è una zia molto premurosa è presente per i suoi nipoti. I due nel corso della prima stagione si innamoreranno per poi sposarsi nella seconda stagione e avere due gemelli: Elena e Libero. L’assenza di Alice nelle stagioni successive stona moltissimo rispetto al personaggio, se infatti è una zia molto premurosa nelle prime due stagioni, successivamente, anche dopo l’entrata dei gemelli (suoi figli) come personaggi effettivi a partire dalla 6ª stagione è completamente assente. Nella 3ª stagione insieme a Lele fa recapitare dall’Australia come regalo l’abito di nozze desiderato da Cettina e nella 6ª ogni tanto telefona ai gemelli. Per il resto è un personaggio completamente assente. Si è dovuto senz’altro, come nel caso di Lele fare i conti con il fatto che l’attrice per esigenze di carriera non abbia più voluto prendere parte alla fiction, ma la sua assenza sarebbe dovuta essere studiata meglio.
Maria
interpretata da Margot Sinkabonij è la maggiore dei fratelli Martini, uno dei miei personaggi preferiti insieme a Lele. La conosciamo 14enne e poi seguiamo la sua crescita nell’arco di tutta la sua vita. È la figlia modello, adolescente turbolenta nel giusto, ma poi riesce a iscriversi a Medicina al primo colpo. Si innamora di Guido Zanin, medico assunto alla ASL per sostituire Lele quando quest’ultimo parte per l’Australia. È una presenza costante e di esempio per i suoi fratelli e anche per noi telespettatori. Alla fine della quarta stagione parte con Giudo per l’Africa. Nella quinta stagione (stagione sui generis, con uno stile bolliwodiano, che poco si addice a quello che è di per sé la serie è infatti è rimasta una piccola parentesi fine a sé stessa, il cui svolgimento sarà quasi del tutto ignorato nelle stagioni successive, che per tanto avevo visto quando uscì in televisione per la prima volta, ma poi ho volontariamente ignorato nei miei rewatch successivi) la vediamo in crisi, si deve laureare in medicina, ma è rimasta molto scossa da quanto ha visto in Africa. Con il coraggio che contraddistingue il suo personaggio riesce infine a laurearsi e la vediamo nella 6ª stagione in veste completamente diversa: più matura, felicemente sposata e incinta. Palù, la figlia di Maria e Guido, infatti vedrà proprio la luce in quella stagione. Inseguito tra la sesta e settima stagione passano due/tre anni e all’inizio della settima apprendiamo della morte di Guido dovuta a un’incidente. La vedovanza di Maria, crea così un parallelismo con la prima stagione della serie è per alcuni versi sembra che si riparta da capo, questa volta con Lele in veste di nonno. Nonostante nonno Libero rimanga sempre una presenza costante. Maria troverà un nuovo amore e nel corso delle stagioni successive rimarrà incinta di due gemelli.
Ciccio
interpretato da Michael Cadeddu, lo incontriamo piccolissimo nella serie insieme alla sua sorellina Eleonora che interpreta Annuccia. È il personaggio con il quale negli anni meno mi sono identificata.
Annuccia/Anna
La incontriamo nelle prime stagioni come la piccola Annuccia, ma dalla sesta stagione, essendo ormai adolescente, chiede di essere chiamata Anna. L’attrice Eleonora Cadeddu, ha trascorso la maggior parte della sua vita sul set e nella fiction si vede proprio il suo percorso di crescita. Da bambina (all’inizio della fiction aveva 3 anni) a giovane adulta nella decima stagione che la vede protagonista. Inizialmente per ragioni anagrafiche è un personaggio quasi di comparsa, ma poi piano piano prende spazio con la sua individualità.
Nonna Enrica
madre di Elena e Alice e suocera di Lele. Interpretata da Milena Vukotic. Il suo personaggio ricorda molto quello di Emily Gilmore in Una mamma per amica (altra mia serie cult di cui spero preso di parlavi) Nelle prime stagioni svolge un po’ il ruolo di antagonista. La nonna bigotta cattiva in contrapposizione a Nonno Libero che invece era il nonno buono e amato dai nipoti. Poi però nel corso delle stagioni, anche per ragioni tecniche (la non presenza di Lele e Alice doveva essere colmata) il personaggio diventa sempre di più una colonna portante della famiglia insieme a Nonno Libero e non in contrasto soprattutto dopo il matrimonio tra i due che avviene nella 4ª stagione e suggella questa unione che nel corso delle stagioni poi sarà sempre più forte.
Desideri: io vorrei che ci fosse una 11ª stagione, realizzata dalla Rai o in alternativa da altre piattaforme di Streaming, che desse una degna conclusione a questa meravigliosa serie. Dove magari potrebbe tornare Alice almeno con una comparsa per ripristinare l’idea di famiglia unita della serie che per quanto riguarda il suo personaggio si è completamente persa dalla 6ª stagione in poi.
PS: L’anno scorso sono andata a Cinecittà a vedere casa Martini da fuori è stata un’emozione unica.
L’esercizio fisico e la competizione agonistica fanno parte della quotidianità di ognuno di noi. Tutte le settimane le nostre giornate sono scandite dallo sport. Dalle partite di calcio in televisione all’allenamento personale ( in palestra, nella propria casa o, se il tempo lo permette, all’aria aperta). Può trattarsi di una passione o semplicemente del desiderio di tenersi in forma. Si tratta però semplicemente di un passatempo o qualcosa che può contribuire alla storia e alla società? Anticamente, in particolare nelle società grec he e latin e, lo sport era qualcosa di fondamentale per la crescita di un individuo e inoltre propedeutico alla guerra: essere adeguatamente allenati era un ’esigenza di sopravvivenza. Nei secoli, fortunatamente, l’esercizio fisico ha perso questo suo intento così radicale e si è sviluppato in ogni nazione e società con delle caratteristiche identitarie peculiar...
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Due giorni fa, ho messo un box su Instagram in cui chiedevo quali fossero le ultime letture dei miei follower ecco qui un riepilogo di quello che è uscito. Si tratta di titoli molto variegati e differenti tra loro. Stephen King, Fine turno Si tratta del terzo capitolo della trilogia di Bill Hoges, i primi due sono "Mr. Mercedes" e "Chi perde paga". Genere thriller psicologico con tratti horror. Personalmente non sono una grande amante del genere, ma è un libro che è stato molto acclamato dalla critica. link affiliato: https://amzn.to/3zzSAuf Oriana Fallaci, la forza della ragione Sequel di "La rabbia e l'orgoglio", che inizialmente avrebbe dovuto essere solamente una postfazione di quest'ultimo e poi inseguito divenuto volume autonomo. Oriana Fallaci esprime attraverso un ragionamento dialettico una critica a quello che a suo parere è il male del secolo, l'autrice infatti individua qualcosa di pericoloso nella società islamica che a suo pa...
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