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Che battaglia vogliamo combattere?


Tempo fa una nota influencer, non farò nomi perché non mi sembra opportuno, ha parlato di prezzi in alcune delle sue storie, sottolineando che un prezzo basso e accessibile per un paio di scarpe fosse tra i “150 e i 200”, ma che fosse più conveniente spenderne 300€/400€ per avere scarpe di buona qualità. Molte persone giustamente le hanno fatto notare che no, 150€ non è un prezzo accessibile. Le persone mediamente per un paio di scarpe spendono al massimo 40€, perché è quello che possono permettersi e a volte in realtà non potrebbero nemmeno permetterselo, ma fanno sacrifici per farlo, altrimenti dovrebbero girare per strada scalzi. Chiusa questa parentesi in cui ho nominato delle cifre, vorrei dirvi la verità io non amo parlare di soldi e non farò lo stesso errore dell’influencer sopra citata indicando cosa secondo me è giusto, perché non penso sia rilevante al fine della mia riflessione. Mi sono chiesta però perché a così tante persone, me compresa, generasse rabbia un discorso del genere. La verità penso sia dettata dai tempi, dalla precarietà, dai sacrifici che si devono fare per sopravvivere e dal fatto che si va sui social per svagarsi e non per pensare ai soldi, alle bollette che non si sa come pagare quel mese e diciamo che sentirsi sbattere in faccia anche che non si potrà mai essere una persona decente perché non ci si può comprare dei vestiti di un certo tipo facendo passare l’idea che è normale spendere 400€ per un paio di scarpe e se non puoi farlo sei tu che sei in difetto, insomma non è la cosa più piacevole del mondo. 
https://drive.google.com/uc?export=view&id=1cH2IcE7Me3x8GClAG1T07DQLbxBrSUFj

Ho letto recentemente il libro di KC Davis “Come tenere la casa in ordine anche quando la tua vita è in disordine” di cui vi ho parlato qui e anche se l’argomento è molto diverso la cosa che forse mi sono portata a casa è che quello che conta è quello che è funzionale per te è le tue esigenze, il discorso era rivolto alla casa certo, ma penso che si possa traslare anche a qualsiasi altra cosa: cos’è più funzionale per te nell’’usare i tuoi soldi? Nei vestiti che compri? Nel cibo che mangi? Etc… in base a questo combattere la propria propria battaglia. La propria battaglia per la sopravvivenza. 

Ovviamente è importante conoscere e sapere le conseguenze delle proprie azioni, chi c’è dietro il maglione che compri del marchio fast fashion, che alternative hai etc.. non bisogna comprare in modo compulsivo, ma pensato. Ma una volta che ha fatto i conti con questo e ti serve un maglione per l’inverno e ti puoi permettere di spendere solo 20€ in una catena fast fashion va benissimo così. 

Ricordiamo sempre che non esiste un giusto o uno sbagliato a prescindere, neanche in questo caso. Se tu muori di freddo non sarai in ogni caso di alcun aiuto alle persone sfruttate in Bangladesh. Il tuo solo dovere è quello di occuparti di te stessa e delle persone di cui sei direttamente responsabile. Hai solo il dovere di sopravvivere. 

Ultima postilla che vorrei fare è questa: sinceramente sono stanca di questa discriminazione del fast fashion e delle persone che comprano fast fashion. Ovviamente è un problema se compri 15 vestiti a settimana  o vestiti che non ti servono in continuazione e questo per carità è un problema da sottolineare. 

All’inizio, qualche anno fa, quando le cose non si conoscevano era importante dire e ribadire che i vestiti di certe catene erano di scarsa qualità, sfruttavano la manodopera e che quindi era meglio spendere un po’ di più e comprare meglio. Ma in questo momento storico, forse è bene tacere. Non è colpa di nessuno se la situazione è così difficile. Meglio essere propositivi che negativi e non stare a sottolineare sempre la scarsa qualità di certi marchi perché comprare un capo fast fashion all’anno non è neanche lontanamente un problema. Se hai le possibilità di comprare altro fallo, se hai un seguito sui social fai vedere quello che hai comprato o che compreresti, ma non sottolineare in continuazione che chi fa diversamente sbaglia. Nel 2022 chiunque entri in certo negozi sa cosa c’è dietro e se entra proprio lì è perché non ha la possibilità di entrare altrove. 
https://drive.google.com/uc?export=view&id=1_txP6gH29-71rNncHIX1-EzFfBR9qi5-

Io personalmente, se mi serve qualcosa, se posso in termini di tempo valuto prima la possibilità di trovare qualcosa nell’usato, ma se non trovo, non mi fascio la testa, se compro consapevolmente quello di cui ho bisogno anche in un negozio di una catena fast fashion non sto contribuendo allo sfacelo del mondo. Lo sto solo abitando come posso. 

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