Passa ai contenuti principali

Wanda Vision e la rielaborazione del lutto

Wanda Vision è una serie Marvel, che racconta il percorso di Wanda dopo la morte del suo amato Visione.

 

Doverosa premessa: all’interno di questo post sono presenti spoiler perché per parlarvene sulla linea che ho scelto ovvero sul significato intrinseco di questa serie è assolutamente necessario che io li faccia altrimenti il post non avrebbe senso quindi se hai già visto la serie, non temi gli spoiler o è una serie che non penso di guardare perché non reputo interessante, ma vuoi comunque leggere cosa ho da dire io riguardo a questa serie, prosegui pure con la lettura, altrimenti vai pure a vedere la serie e quando avrai finito il mio post sarà sempre e comunque qui ad aspettarti, niente fretta. Questo post una volta che l’ho scritto è a disposizione di chi vuole leggerlo, quando sarà il momento lo leggerai. 

Wanda Vision è una serie Marvel e voglio dirvi la verità non è che io sia una grande fan del genere, anzi ne so molto poco a riguardo, ma erano mesi che sentivo pareri più che positivo su questa serie e quando ne hanno parlato nel post di TV Therapy ho colto la palla al balzo e ho deciso di vederla.

La serie di apre come una sitcom anni ‘50, ma piano piano evolve seguendo le caratteristiche delle serie in coca decennio dopo decennio e passa di anno in anno fino agli anni 2000. Qualcosa però appare strano dalla seconda puntata in poi i conti non sembrano tornare fino a rivelare quello che realmente accade: un po’ sulla falsa riga di Once Upon a time (serie di cui per un certo periodo della mia vita sono stata molto appassionata) la sitcom che vediamo è inscenata in una città dove Wanda (che è una strega, molto conosciuta nell’universo Marvel, ma esprimendovi qui il mio punto di vista, da totale ignorante del genere, vi basti sapere che è una strega) ha preso il controllo per creare il suo happy ending insieme al defunto marito Visione che ha riportato in vita. 

Sembra tutto molto banale, ma in realtà questo nasconde una profondità pazzesca e anche una rappresentazione chiara di rielaborazione del lutto. Wanda per affrontare il suo dolore si rifugia all’interno di quella che è la sua zona di comfort, che sono le sitcom, che  attenzione non è qualcosa di per sé negativo come nell’accezione comune viene fatto credere (anzi!) il problema è che però Wanda per crearsi il suo universo parallelo ha inconsapevolmente tirato dentro nel suo incantesimo una serie di persone togliendole alla loro quotidianità e alle loro famiglie e costringendole a fare da comparsa nella sua sitcom. 

Una volta resasi conto del reale male che aveva fatto e sconfiggendo il lato oscuro (che è incarnato nel personaggio di Agnes, ma potrei anche sbilanciarmi, non mi uccidano gli esperti del genere, che in realtà riflette il come tutti i pregiudizi delle persone, le difficoltà e il lutto hanno reso Wanda stessa) può liberarsi della sua “sit-com city” e continuare la sua vita, perché ha compreso i pezzi del suo dolore, da dove è nato e da cosa è stato causato e non ha più bisogno di essere cattiva e fare del male agli altri per viverlo e farlo diventare parte di sé. 


Commenti

Post popolari in questo blog

I may distroy you

È una serie molto particolare che ho scoperto grazie al podcast  TV Therapy ormai conosciutissimo da chi legge questo blog.   La serie è ambientata a Londra, con qualche piccolo sprazzo di Roma, città dove la protagonista si trovava in vacanza prima dei fatti narrati.   La protagonista, Arabella, giovane scrittrice è alle prese con il suo secondo romanzo, ma non sembra trovare l’ispirazione. Infatti nell’ultimo periodo ha dovuto affrontare alcuni momenti molto difficili dovuti a uno stupro che ha subito. Cercherà di non pensarci e di andare avanti con la sua quotidianità, ma il trauma subito continuerà a perseguitarla dovrà quindi iniziare a fare i conti con quello che le è successo, in quella occasione e nei momenti bui della sua vita che sembra aver rimosso, per riuscire poi a far ripartire l’ingranaggio della sua vita che sembrava ormai distrutto proprio su questo ultimo punto si sviluppa tutta la serie.   Arabella  nella serie non è mai sola, è sostenuta da...

Ciao Elisabetta

Ciao Elisabetta,  Di sicuro nessuno ti ha mai chiamata così eh? Perché chi aveva il permesso di chiamarti per nome ti avrà chiamata Elisabeth.  Eppure per ricordarti ho deciso di bandire ogni formalismo e ogni distanza in questa Lettere per cui ti chiamo Elisabetta.  Mi sei sempre stata cara perché mi ricordavi tanto la mia cara nonna Elisabetta, nata anche lei nell’aprile del 1926, ma che, purtroppo, non è stata longeva quanto te ed è morta all’età che ha oggi tuo figlio,  re Carlo III.   Non l’ho quasi conosciuta, è morta che frequentavo l’ultimo anno di asilo e di lei mi ricordo solo l’affetto che ci legava.  Saperti a Buckingam Palace mi faceva pensare, affettivamente parlando, di averci ancora una nonna e oggi è come se avessi perso un pezzettino di lei.  Ti ho sempre ammirata, perché in me non è mai passata la fissazione per i re, le regine e le principesse che di solito passa con la fine dell’infanzia (tant’è che il mio nick name su ...

Perché Be-real non mi piace e non mi farò mai un account su questo social

Ultimamente nella mia bolla sia su Instagram che su TikTok si parla tantissimo di questo nuovo social Be real, un social che si propone come realistico ovvero non permette di utilizzare filtri né foto presalvate, ma ti da la possibilità solo di scattare una foto da caricare (contemporaneamente con entrambe le telecamere del telefono) all’orario che decide l’app in modo tale da creare foto realistiche e non pre impostate.  Io capisco bene le motivazioni che hanno spinto questo social a nascere, una necessità di autenticità che spesso manca e il mio non vuole essere un giudizio né verso l’applicazione in sé né verso chi la utilizza, ma il mio punto di vista e i motivi per cui io personalmente ho deciso di non scaricarla.  Nonostante io apprezzi molto l’autenticità nella vita reale e sui social, francamente l’unica cosa bella che trovo di questo social è il filtro con le due fotocamere (peraltro già copiato da Instagram).  Per quanto mi riguarda, non è interessante...