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Anatomia di un suicidio

Ero indecisa se andare a vederlo. Già la parola suicidio tocca una corda per me molto dolorosa (chi mi conosce sa..) eppure volevo andare a vedere. Volevo andare a vedere la messa in scena in uno spettacolo di una storia che poteva essere simile alla mia. E così l’altro giorno mi sono fatta coraggio e ho comprato il biglietto per oggi non sapendo bene cosa aspettarmi, ma non ne sono rimasta delusa. https://drive.google.com/uc?export=view&id=1dSZRgTJ3POb6g4Z5By8PTRnsNlCwtx-k

È uno spettacolo teatrale contemporaneo che mette in scena contemporaneamente le vicende di tre donne Carol, Anna e Bonny rispettivamente nonna, mamma e figlia (1975-2001 e 2034) la scenografia è molto semplice, composta da una parete con tre porte da ognuna delle quali escono i personaggi delle storie è un piccolo giardinetto davanti. https://drive.google.com/uc?export=view&id=177ZpEnFimFrE69jo-0ONZjSz65kP5INf

Le scene si aprono con Carol che dopo un tentativo di suicidio si riappacifica con suo marito e decidono di fare un figlio. Carol però è schiava della sua malattia che la pervade e l’unica cosa che la tiene legata alla vita è rimanere incinta e avere una figlia: Anna. infatti passerà la sua vita aspettando il momento che Anna diventi indipendente. 

Diversa è la storia di Anna che è completamente tormentata e fa uso anche di droghe per cercare di lenire il suo dolore. Quindi fin dall’inizio appare come un personaggio totalmente sconnesso con la realtà è in cerca solo di qualcosa che possa lenire il suo dolore. Bonny, invece è tutta un’altra storia lei la vediamo fin da subito come medica affermata e con delle relazioni più o meno soddisfacenti, certo con delle ferite che si porta dentro e la condizionano molto però sana e diversa rispetto a sua mamma e sua nonna che invece sono molto più tormentate. https://drive.google.com/uc?export=view&id=1Hxru478pvPVvfBp7Fq3tEBAwl9vHOVJU

Da qua faccio un piccolo spoiler, per cui se volete andare a vedere lo spettacolo è non vi piacciono gli spoiler tornate qui dopo la visione, altrimenti continuate pure. Per me il fatto che i Bonny sia sana, affermata e intera è già di per sé la chiusura del cerchio perché Boni per il fatto stesso che c’è e sta sufficientemente bene, ha già vinto . Però gli sceneggiatori evidentemente non sono tanto d’accordo con me perché hanno voluto inserire un ulteriore elemento di chiusura che è quello che sul finale quando si vede la fine delle stori di Carol e di Anna, si vede dall’altra parte che Bonny invece che vai da un medico chiede di farsi sterilizzare ecco questa è la trovato una scena abbastanza forzata non tanto perché è per quello che rappresenta cioè non non mi entra nel merito ma non credo che ci sia alcun problema se una donna decide di farsi sterilizzare quanto per il fatto che è un finale forzato e avrei apprezzato di più che avessero invece fatto vedere che non certo punto il ciclo si interrompe non perché se si decide forzosamente di interromperlo ma perché la vita è così la vita può essere ancora qualcosa di positivo ecco e avrei voluto un finale un po’ più con te è un po’ più aperto rispetto a questo e non con la chiusura dire in che ha fatto. 

Ad ogni modo mi è piaciuto molto in alcune parti mi sono rivista in particolare nel personaggio di Bonny anche se ovviamente con un vissuto diverso, l’ho trovato un bel personaggio e in generale la storia è molto curata fatta molto bene, è un po’ difficile da seguire soprattutto all’inizio perché in alcuni punti le voci si contrappongono e quindi si fa fatica a seguire la trama però dopo un po’ ci si abitua e riesce a capire in che direzione stanno andando le varie storie. Sono molto contenta di averlo visto di essermi data questa possibilità. 

se volete vederlo e lo trovate al piccolo teatro entro il 19 marzo. 

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