Passa ai contenuti principali

Rallentare




Nelle ultime settimane avevo voglia di dare slancio a questo blog. Produrre post perché diventasse a tutti gli effetti un blog attivo e così ho fatto. Al momento in cui scrivo ci sono 30 post pronti (alcuni già pubblicati e altri no). Ora però mi rendo conto che quello che nel 2022 differenzia un blog da un social è il ritmo più lento. Per cui ho deciso di rallentare ulteriormente e di produrre solo un post a settimana in modo tale da consentire a tutti di recuperare i post precedenti e di leggere il post nella settimana, ma anche a me per dare spazio alla creatività. Quindi di base da oggi pubblicherò solo il post del venerdì. Salvo poi in alcuni casi eccezionali pubblicare anche altri post durante la settimana. Come sempre seguo  come guida quello che ho voglia di fare in quel momento. 

Per il resto della settimana mi trovate invece sui miei canali social Ig (@queen_titti) e Twitter (@queen_titti)

Alla prossima settimana! 



Commenti

Post popolari in questo blog

I may distroy you

È una serie molto particolare che ho scoperto grazie al podcast  TV Therapy ormai conosciutissimo da chi legge questo blog.   La serie è ambientata a Londra, con qualche piccolo sprazzo di Roma, città dove la protagonista si trovava in vacanza prima dei fatti narrati.   La protagonista, Arabella, giovane scrittrice è alle prese con il suo secondo romanzo, ma non sembra trovare l’ispirazione. Infatti nell’ultimo periodo ha dovuto affrontare alcuni momenti molto difficili dovuti a uno stupro che ha subito. Cercherà di non pensarci e di andare avanti con la sua quotidianità, ma il trauma subito continuerà a perseguitarla dovrà quindi iniziare a fare i conti con quello che le è successo, in quella occasione e nei momenti bui della sua vita che sembra aver rimosso, per riuscire poi a far ripartire l’ingranaggio della sua vita che sembrava ormai distrutto proprio su questo ultimo punto si sviluppa tutta la serie.   Arabella  nella serie non è mai sola, è sostenuta da...

Ciao Elisabetta

Ciao Elisabetta,  Di sicuro nessuno ti ha mai chiamata così eh? Perché chi aveva il permesso di chiamarti per nome ti avrà chiamata Elisabeth.  Eppure per ricordarti ho deciso di bandire ogni formalismo e ogni distanza in questa Lettere per cui ti chiamo Elisabetta.  Mi sei sempre stata cara perché mi ricordavi tanto la mia cara nonna Elisabetta, nata anche lei nell’aprile del 1926, ma che, purtroppo, non è stata longeva quanto te ed è morta all’età che ha oggi tuo figlio,  re Carlo III.   Non l’ho quasi conosciuta, è morta che frequentavo l’ultimo anno di asilo e di lei mi ricordo solo l’affetto che ci legava.  Saperti a Buckingam Palace mi faceva pensare, affettivamente parlando, di averci ancora una nonna e oggi è come se avessi perso un pezzettino di lei.  Ti ho sempre ammirata, perché in me non è mai passata la fissazione per i re, le regine e le principesse che di solito passa con la fine dell’infanzia (tant’è che il mio nick name su ...

Perché Be-real non mi piace e non mi farò mai un account su questo social

Ultimamente nella mia bolla sia su Instagram che su TikTok si parla tantissimo di questo nuovo social Be real, un social che si propone come realistico ovvero non permette di utilizzare filtri né foto presalvate, ma ti da la possibilità solo di scattare una foto da caricare (contemporaneamente con entrambe le telecamere del telefono) all’orario che decide l’app in modo tale da creare foto realistiche e non pre impostate.  Io capisco bene le motivazioni che hanno spinto questo social a nascere, una necessità di autenticità che spesso manca e il mio non vuole essere un giudizio né verso l’applicazione in sé né verso chi la utilizza, ma il mio punto di vista e i motivi per cui io personalmente ho deciso di non scaricarla.  Nonostante io apprezzi molto l’autenticità nella vita reale e sui social, francamente l’unica cosa bella che trovo di questo social è il filtro con le due fotocamere (peraltro già copiato da Instagram).  Per quanto mi riguarda, non è interessante...