Ho sentito parlare di questa serie Netflix da Giulia Gazzo (@lunnylunnylunny) e Emanuela Masia (@emanuelamasia) in un panel al festival delle serie tv, che si è svolto alla Triennale di Milano nelle giornate del 23, 24 e 25 settembre 2022.
Heartbreack high è il reboot di una serie omonima anni ‘90 (che si trova anch’essa su Netflix, ma non l’ho ancora vista per cui non so come sia e quali differenze ci siano con quella appena uscita di cui vi sto parlando) racconta le vicende di alcuni adolescenti di un liceo australiano.
È una serie adolescenziale, simile a Sex Education, ma quest’ultima quando l’avevo vista, non mi era piaciuta molto e l’avevo interrotta dopo un paio di puntate (probabilmente non era per me il periodo adeguato per quella serie).
Trama:
Amerie, la protagonista, sin da quando era piccola insieme alla sua amica Harper, aveva creato su una parete nascosta della sua scuola un murales, denominato “la mappa dell’incesto”, dove trascrivevano fedelmente tutte le avventure sessuali che avvenivano nella scuola. L’equilibrio iniziale si interrompe proprio quando la mappa viene scoperta e la preside decide di punire tutti i ragazzi i cui nomi figuravano nella mappa con un corso di educazione sessuale obbligatorio. Amerie si assume subito la colpa per aver ideato la mappa e viene ostracizzata da tutta la scuola, anche da Harper, che inspiegabilmente sembra essere molto arrabbiata con lei per dei motivi che non sono noti né ad Amerie , né allo spettatore e che verranno rivelati solo sul finale della serie. Gli unici a fornire sostegno ad Amerie sono Quinni, la ragazza di cui vi ho accennato nelle prime righe e Darren, ragazzo queer molto sicuro di sé e sempre il lotta con un mondo esterno che non lo capisce, compresi i suoi genitori. I tre stringeranno amicizia e si sosterranno a vicenda nella ricerca di trovare un nuovo equilibrio in quella particolare situazione scolastica.
Considerazioni personali:
Mi è piaciuto molto il fatto che nella serie vengano trattate tante tematiche importanti: la sessualità e il tema del consenso, l’amicizia adolescenziale in tutte le sue sfaccettature, difficoltà famigliari che si sommano a quelle adolescenziali rendendo la propria realtà più complicata e caotica di quanto non lo sia già di per sé, il focus sulla difficoltà esterna nell’accettare una persona queer e non la particolarità del personaggio come viene fatto invece abitualmente.
Credo che mi sia piaciuta tanto perché questa serie mette in luce tante parti della me adolescente: una crisi che non era tanto dettata dall’età anagrafica e dai miei normali compiti di sviluppo, ma anche da tante circostanze esterne che mi ero trovata a gestire e che sarebbero state complicate anche per degli adulti.
La trovate su Netflix.
Commenti
Posta un commento