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Libri che ho letto a Luglio- parte 1

 

Oltre alle serie tv sono anche una grande appassionata di libri, vi lascio qui la prima parte dei libri che ho letto a luglio, buona lettura; 



Dio di illusioni 




Ne avevo sentito parlare su Instagram da Rockandfiocc e Conamoresquallore, due dei profili di cui mi fido di più per quanto riguarda i libri e devo dire che non ne sono rimasta delusa. 

“Dio di illusioni” è molto bello, ben scritto con un’ampia e accurata, descrizione dei personaggi. Le vicende sono avvincenti e inaspettate, tuttavia la tensione appare continuamente “annacquata” da numerose descrizioni e dettagli che rallentano il ritmo narrativo e rendono la lettura pesante. 

Il romanzo è narrato in prima persona da Richard, il protagonista, un outsider che assomiglia molto a Dan Hunfrey di Gossip Girl (chi è Millennials con me capirà), ma sebbene il denaro sia una parte fondamentale della vicenda, non è un circolo di adolescenti milionari quello ad attrarre il nostro giovane protagonista, bensì 5 studenti di greco. All’Hampden College, il corso di greco è infatti, molto élitario nel quale il protagonista brama di entrare, ma il professore, Julian, un personaggio snob di una certa età inizialmente è riluttante, avendo in mente delle lezioni molto particolari intensive e a tratti ossessive, non accetta più di 5 studenti nel suo corso, Richard però non demorde e alla fine riesce a farsi ammettere nel corso, si renderà ben presto conto che l’ambiente e i suoi compagni di corso sono in realtà personale molto diverse da come le aveva immaginate. Il narratore descrive le vicende narrate come determinanti per la sua esistenza e l’autrice ha l’abilità straordinaria di portare il lettore a immedesimarsi con il protagonista tanto da cambiare idea sui personaggi da lui incontrati man mano che ne si approfondisce la conoscenza. 

Nonostante il ritmo rallentato che mi ha particolarmente infastidita in alcuni punti, ho trovato il romanzo molto piacevole, istruttivo e appassionante.

 

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La ragazza dello Sputnik


















Murakami è un autore molto particolare e molto discusso che unisce alla narrazione spesso anche elementi onirici. Mi ci sono avvicinata grazie alla passione travolgente per questo autore della mia amica Isabella (su Ig @i.scherbatsky). 

La ragazza dello Sputnik è generalmente realistico se paragonato ad altre opere dell’autore ad esempio 1Q84, ma non manca al suo interno un pizzico di onirico, tanto da lasciare di per sé un finale ambiguo e di libera comprensione. 

È un romanzo narrato in prima persona, ma del narratore non si conosce il nome, non è infatti della sua di storia che ci vuole parlare, ma quella della sua amica Sumire. 

Sumire è una ragazza molto particolare amante dei libri di Kerouac, non ha una grande stima di sé stessa e neanche una grande personalità, almeno a detta del narratore. Ha iniziato la facoltà di lettere per poi abbandonarla quasi subito per dedicarsi alla stesura di un romanzo. Sumire però ha una sorta di blocco dello scrittore al contrario ovvero scrive tantissimo e quella è la sua principale attività giornaliera, ma non scrive niente di preciso, ha troppo materiale in testa che non riesce a selezionare e malgrado l’aiuto del narratore non arriva con il suo romanzo mai a una quadra. La sua vita però verrà sconvolta dall’incontro con Myu  donna matura sposata di 17 anni più grande di lei, con una forte personalità e interessi. Le due si incontrano al matrimonio della cugina di Sumire e Myu colpita da questo incontro le offrirà un lavoro. Sumire iniziando a lavorare per Myu avrà così la possibilità di abbandonare il mondo dentro la sua testa e scoprire il mondo fuori. Le vicende però a partire da questo momento diventeranno abbastanza misteriose e oniriche. 


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I cortili del cuore

















È il secondo Manga che ho letto nella mia vita. Il primo avevo circa 8/9 anni e lo presi in edicola per sbaglio non sapendo nemmeno che cosa fosse e trovandolo al contrario molto strano, era un manga di Rossana, forse è  ancora da qualche parte, ma non mi ricordo neanche di cosa parlasse, probabilmente l’avevo preso in quanto fan del cartone che davano su Italia1 in quegli anni (che all’epoca non sapevo si chiamasse Anime); 

I cortili del cuore però è il primo Manga che leggo con consapevolezza di cosa sto leggendo. 

Ho iniziato ad avvicinarmi ai prodotti giapponesi circa un anno e mezzo fa, quando la mia amica Chiara, ha proposto a me e a un’altra nostra amica di vedere insieme “il Castello errante di Hawl” per la nostra consueta serata film su Skype (abitudine nata durante il lockdown, che abbiamo continuato anche dopo le riaperture) da quel momento mi sono appassionata del genere e ho iniziato a divorare tutti i film dello studio Ghibli, in parte insieme alle mie amiche, in parte anche per conto mio. In quel periodo poi ho visto che su Netflix c’era un Anime con il nome “Nana” la cui trama mi ispirava molto, iniziai così a guardarlo e ne rimasi conquistata. Con il tempo ho poi scoperto che l’anima era tratto da un manga omonimo scritto da Ai Yazawa, ma non essendo un’appassionata di fumetti avevo lasciato decantare la cosa pensando che non fosse un “genere letterario” adatto al mio gusto. Poi a Dicembre di quest’anno mi sono appassionata a ZeroCalcare grazie alla serie di Netflix “Strappare Lungo i Bordi” e ho iniziato a leggere diversi dei suoi fumetti scoprendo di amare leggere anche i fumetti. A questo punto la barriera con i manga è decaduta e anzi ero incuriosita e complice il fatto che recentemente sia diventato molto più accessibile reperire i manga avendo le librerie deciso di dedicarsi anche a questo tipo di mercato, mi sono sono convinta a provare, ma da cosa partire? Nana sarebbe stato un’ottima idea, ma la serie manga è stata interrotta bruscamente 10 anni fa a causa di un malessere dell’autrice e probabilmente non avrà una sua conclusione; per questo ho optato per iniziare da un’altra opera della stessa autrice e dato che qualche mese fa in un Q&A Rockandfiocc aveva detto che il suo manga preferito erano proprio  “i cortili del cuore” , fidandomi per il motivo che ho scritto sopra, ho scelto di partire proprio da questo. 

I cortili del cuore è ambientato a Tokyo e ha come protagonista Mikako, una studentessa di un liceo di moda è tratta dei drammi adolescenziali amorosi suoi e dei suoi amici. È una lettura scorrevole e fa anche capire e conoscere meglio la cultura giapponese. 


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