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Visualizzazione dei post da luglio, 2023

Parole nuove

Negli ultimi due anni ho iniziato a segnarmi tutte le parole/espressioni che incontravo e di cui mi accorgevo di non conoscerne con precisione il significato .  L’ispirazione mi è venuta grazie alla  dott.ssa Andreoli  che su Instagram e nei suoi interventi pubblici sottolinea sempre l’importanza di ampliare e arricchire costantemente il proprio lessico. L’altro giorno, aggiungendo una nuova parola, ho deciso qui di condividerle con voi in una serie di post che usciranno con cadenza più o meno regolare così da darmi la possibilità di ripassarle e magari di far scoprire anche a voi parole nuove. Monorematica: enunciato linguistico composto da una sola unità avente significato autonomo  Polirematica: sintagma costituito da due o più parole con significato autonomo rispetto ai singoli termini che lo costituiscono  Sintagma: unità significativa autonoma. Es. Pietro è affezionato a Paolo. => Pietro- è affezionato- a Paolo.  valore Denotativo: riferimento a...

Il giardino delle Vergini Suicide

Perché cinque sorelle decidono di suicidarsi?  Questo è l’interrogativo su cui si basa  il film “Il giardino delle vergini suicide”.  Lo volevo vedere da tanto tempo perché è il film preferito di una grande esperta di cinema che seguo su Instagram ( @julietvampire ),  ma al tempo stesso mi faceva paura. Mi faceva paura perché il suicidio non è una corda come un’altra per me, è un tasto dolente. Non volevo che venissero fuori aspetti che potevano risultare per me eccessivamente dolorosi. Fortunatamente non è stato così.  Trama:  La voce narrante del film è un gruppo di ragazzi, adolescenti ai tempi dei fatti raccontati. I ragazzi erano particolarmente affascinati da cinque ragazze che abitavano nel loro vicinato. Cinque sorelle molto particolari  e misteriose che uscivano di casa solo per andare a scuola e in chiesa.  Ben presto però anche l’attenzione pubblica inizia a essere molto interessata alla loro famiglia inseguito al tentativo di...

V13

Come si svolge il processo di un attentato terroristico? A questa domanda risponde in modo esaustivo Emmanuel Carrère nella sua ultima pubblicazione: V13.  V13 è una sigla che sta a indicare venerdì 13, in riferimento agli attentati di Parigi del 13 novembre 2015.  Il libro infatti è una narrazione puntuale di quello che è accaduto durante il processo visto attraverso i suoi occhi.  Tutta la prima parte è estremamente toccante perché racconta il vissuto delle vittime sopravvissute e dei loro parenti che si sono costituiti al processo come parti civili. È impressionante leggere di come alcune di queste vittime, per quanto siano state toccate da una situazione così tragica, abbiano estrema fiducia nel processo come strumento che permetta agli attentatori di spiegare che cosa volevano dire attraverso questo attentato e qual era la verità che volevano così tanto che venisse ascoltata da uccidere così tante persone innocenti per potersi fare sentire.  Impressi...